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giovedì 23 febbraio 2012 ..:: PERSONAGGI » Viaggio nel deserto di Bignotti Manolo ::.. Registrazione  Login
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 VIAGGIO NEL DESERTO SU A112 Riduci

                          
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MOROKKO 2010

 

Arriviamo in Marocco in perfetto orario e veloci ci trasferiamo per un paio di giorni a Larache, piccola cittadina che si affaccia sull'Atlantico.

 

Da li ci spostiamo a Fez, con la sua immensa e caotica medina dove pur avendo il gps fatichiamo a ritrovare la via di casa.

 

Lungo spostamento le montagne dove incontriamo le simpatiche scimmiette nelle foreste di cedri e dove percorriamo una suggestiva strada panoramica tra valli e villaggi di fango&paglia per giungere fino al paesino di Imilchil, dove in serata mangiamo una buonissima tajne di pollo, piatto tipico marocchino che anche i nostri bimbi apprezzano.

 

Scendiamo attraverso le pittoresche gole del Dades, dove a causa lavori siamo costretti pure a guadare il fiume (che per fortuna era molto in secca) , fino a giungere a Tinghir.

 

Finalmente raggiungiamo Merzuga, con le sue dune rosa, gli alberi di Acacia e 55 gradi che mettono un po' in crisi il nostro A112.

Passeggiate notturne sulle dune e bagni in piscina. La temperatura non permette di fare altro. Ci concediamo anche qualche fotografia col 12 sulle dune.

 

Da Merzuga a Zagora ci sono circa 350 km. Tutto su strade principali. Quello che a prima vista sembrava una tappa noiosa si rivela un'odissea senza fine.

Troppo sicuro di me, tengo il gps spento ma, complice le distrazioni paesaggistiche e il caos che regna in abitacolo, sbagliamo strada. Fidandomi del navigatore prendo un scorciatoia che dopo 150 km. Diventa una pista sulle montagne. Ore e ore per uscire da questa situazione. Panorami mozzafiato ma da parte mia anche un po di apprensione. Rompere qui significherebbe dormire in auto o in qualche “fienile”. La cosa non mi attira e men che meno attira la mia consorte. I bocia invece scherzano spensierati animando l'abitacolo e tenendo alto il morale.

Altri mille imprevisti e qualche scelta errata ci faranno andare a dormire a notte fonda. Sfiniti.

 

Zagora caldissima, ancora più di Merzuga, ci affascina con le sue tempeste di sabbia. Con un escursione di alcune ore raggiungiamo M'hamid, dove la strada finisce, a pochi chilometri dal confine Algerino. Siamo a 51 giorni di cammello da Tombouctou!

 

Saliamo poi a Ait bennhaddou, dove, oltre al suggestivo paese (utilizzato per girare parecchi films), dal terrazzo dell'hotel mi godo una notte stellata come non ne avevo mai viste. Milioni di stelle... si vede persino la via lattea... e tantissime stelle cadenti. Fantastico. Scendo a svegliare Luca e Ale: voglio che anche loro si godano lo spettacolo.

 

L'impatto con Marrakech è improvviso. Sembra di essere arrivati su un alto pianeta. Traffico in stile europeo con aggiunta di motorini, biciclette, pedoni e asinelli che sfrecciano alla rinfusa. Palazzi moderni che convivono con bidonville, negozi di elettronica accanto agli incantatori di serpenti.

E ancora: Luci al neon, Centri commerciali, Plasma lcd in camera e... il Mc Donald. Non riconosco più il Marocco che ho visto fino ad ora. I bambini sono felici: finalmente del gustosissimo “cibo spazzatura”

 

Essauria invece non l'ho apprezzata. Una bellissima spiaggia con le dune ma.... sporca, molto sporca. Uno scempio paesaggistico.

 

Ed eccoci a Casablanca. Col nostro scatolotto ci sentiamo un po' a disagio. Vialoni curatissimi con filari di palme e auto di lusso. Sembra di essere a Beverly Hills. Ve lo vedete voi un A112 a Beverly Hills?

 

Infine il ritorno. Imbarco veloce, ma la nave parte con 5 ore di ritardo. Tutto regolare per chi conosce l'Africa....

CONCLUSIONI:

che dire? Al solito la macchina ha tenuto duro. Tutto come me l'aspettavo: bello, ricco di incontri, avventuroso e con gustosi contrattempi che rendono ancora più emozionante il viaggio. I bambini hanno tenuto duro e finalmente iniziano a masticare un po' di francese e sanno salutare in arabo. Anche il piccolino non ha mollato. Sempre sorridente nonostante i continui cambi di ambiente. Probabilmente per lui l'importante era che fossimo tutti assieme!

La moglie ha largamente apprezzato il fatto di stare in hotel con climatizzazione e cena pronta.

E io? Che dire... io stò già pensando alla prossima meta....

 

IL GIORNO PIU' LUNGO

 

ore.10.00

partiamo da Merzuga con destinazione Zagora. Circa 4-5 ore di strada “noiosa”.

Primo errore: decido di non usare il navigatore

 

ore 11.00

ci fermiamo a bere una coca-cola, e perdiamo mezzora in un negozio di fossili gestito da un geologo. Vedo un dente di dinosauro. Un ragazzo ci appiccica un adesivo con la bandiera del marocco. Lo ringrazio.

 

0re 11.10

scopro che abbiamo sbagliato strada.

 

Ore 12.00

il navigatore mi segnala che ci sarebbe una scorciatoia “other paved road”. Secondo errore: la prendiamo.

 

Ore 13.30

un bivio. La scorciatoia x N'kob diventa una mulattiera. A sx la strada prosegue in direzione Alnif-Tazzarine. Prendiamo a sx.

 

ore 14.00

in un paesino da terzo mondo la strada finisce e inizia una pista. Chiedo info al “benzinaio” che nel frattempo mi versa qualche bottiglia di “sans plomb”. Mi dicono che ho fatto bene a NON prendere x N'kob, e che la pista x Alnif è 50 km. Circa di media difficoltà. Fattibile ma non una passeggiata insomma. Chiedo consiglio alla moglie (errore) e lei propende x proseguire!! (doppio errore)

 

ore 14.30

dopo l'ennesima toccata, perdiamo completamente la già malandata marmitta. Rombo di tuono.

Via via la strada è sempre più brutta. In molti tratti si viaggia in prima.

 

Ore 16.00

arriviamo a un incrocio. A dx la strada segnalata dal gps che è una mulattiera che si inerpica su un monte (sembra dirmi: “qua ci lasci un semiasse!”), a sx un cartello indica Alnif ma il gps non segnala nessuna strada.

Dubbio amletico. Il cartello è un buon segnale... ma lasciare l'unica strada segnalata dal navigatore mi fa tanto “punto di non ritorno”. Ok x la sx.

 

ore 18.00

montagne, vallate, panorami... e la strada che scorre sulle creste delle montagne sempre sul ciglio di qualche burrone!

Sono paesaggi stupendi ma non riesco a godermeli a pieno. Rompere qui sarebbe tragico. Meglio restare concentrati.

Nonostante siamo in mezzo al nulla da diverse ore, ogni tanto capita di vedere qualcuno! Un pastore col suo gregge, una casa di sassi in lontananza, delle donne che raccolgono l'acqua da un pozzo o un uomo in motorino.

 

Viedeo:

parlato in dialetto Bresciano e quinti vi traduco brevemente.

È un po' che non incontriamo nessuno.

Erica – mai che ci sia qualcuno in giro...

manolo – non dire così... vedrai che dietro la curva sbuca fuori qualcuno.

 

Poco dopo

 

manolo – quarda uno in motorino!! và se non te l'avevo detto

erica – ma chissà dove andrà... chiediamo informazioni che così ci tira un po' su il morale

 

chiediamo ma sinceramente non capisco nulla. Quello che dice è “arabo” x me!! ho capito solo AL PALO con gesto a dx e poi OULED che significa fiume. E poi ha fatto un gesto come ci fosse una discesona che se finisco li sono spacciato!

Proseguendo poi risulta tutto come previsto: palo con cartello Alnif a dx, letto del fiume sassoso e poi ancora valli, montagne, pozzi, asinelli....

 

Ore 19.00

incontriamo il primo villaggio. Sono 3 max 4 case. Ma per noi è un sospiro di sollievo. Ma ci dicono che ci sono altri 25 km.

 

Ore 20.00

finalmente tocchiamo l'asfalto. Ma è già buio pesto. Dirigiamo su Tazzarine decidendo di cercare li un albergo. Nuovo errore.

 

Ore 21.00

ci sono solo 2 alberghi. Uno è chiuso e l'altro è nel palmeto. Un ragazzo ci guida nel palmeto. “fate come a casa vostra, sedete... un dattero?” e intanto dice che va a chiamare il proprietario che è in preghiera alla moschea. Mezz'ora di attesa x poi scoprire che non c'è posto.

 

Ore 21.30

 

facciamo benzina e il benzinaio ci dice che un “suo amico” ha l'albergo. Arriva subito. 10 minuti di attesa. Arriva, ci squadra. Confabulano... “allora? Il y a o il n'y a pas la chambre?” .. confabulano... e noi abbiamo già mangiato la foglia! “fà niente.... noi andiamo. Ciaooooo...” e partiamo sgommando e maledicendo questa cittadina:accendo tutti è 6 i fari. prima, seconda, terza.... marce tirate fino ai 6000 giri... scarico libero. Mia moglie inizia a urlare e ha suonare il clackson. Facciamo tutto il paese così!!!! ma voi siete tutti matti!!(cit)

 

ore 22.50

torniamo sui nostri passi. Andiamo a Zagora. Arriveremo quando arriveremo. E già sono sicuro di trovare l'hotel chiuso.... ma non è un problema... nel caso gli diamo fuoco al cancello.

 

Ore 24.00

arriviamo a Zagora. Neanche il tempo di accostare x vedere la mappa che un ragazzo su un garelli sgangherato si avvicina “mecanique?”. Di sicuro ha sentito il rombo del dodici.

Si ok. Ma domani il meccanico, ora troviamo l'hotel! Gentilmente ci accompagna all'hotel e prima facciamo una sosta al suo “garage” dove il fratello ci appiccica un adesivo con i loro dati.

Prima di arrivare all'hotel è costretto a lasciare il garelli x prenderne un altro... “finida la gasolina!”

 

ore 00.30

l'hotel è chiuso. Ma x fortuna il ragazzo conosce il padrone e andiamo a casa sua.

 

Ore.3.00

finalmente dopo una doccia e un piatto di minestra andiamo a dormire.

 


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